RINEGOZIAZIONE MUTUO: VERSO QUALE FUTURO?


Sabato 23 Maggio su convocazione urgente il Consiglio Comunale di Marone è stato chiamato a discutere e votare la “Rinegoziazione dei mutui stipulati con Cassa Depositi e Prestiti S.P.A.”. La rinegoziazione proposta dall’amministrazione prevede un allungamento del mutuo acceso per la ristrutturazione del municipio, che sarebbe finito nel 2027, fino al 2043. UN AUMENTO DI 16 ANNI!

Ma il problema non è l’aumento di durata in sé quanto gli effetti finanziari che questa rimodulazione comporterà per le nostre casse comunali: un aumento di risorse nell’immediato e poi maggiori spese per oltre 45mila euro all’anno per 17 anni.

Il risultato? Per estinguere il mutuo, alla fine, pagheremo 224mila euro in più. Soldi di tutti noi maronesi.

Perché allora bisognerebbe fare una rinegoziazione del genere? A detta dell’amministrazione perché “da tempo soffriamo per la spesa corrente” e le spese per la gestione dell’emergenza e i mancati introiti stanno determinando una situazione per la quale il nostro comune ha bisogno di immediata liquidità.

Una scelta così forte dovrebbe essere frutto di attenta riflessione, di confronto tra le parti e di valutazione di soluzioni alternative. Dovrebbe… peccato che:

1) La situazione emergenziale ha determinato sicuramente maggiori spese e minori introiti, ma ha anche comportato una diminuzione di alcune spese (soldi inizialmente stanziati per manifestazioni che non verranno fatte, riduzione delle utenze di gas, luce, acqua di scuole, biblioteca, uffici pubblici). A quanto ammonta il tutto? L’AMMINISTRAZIONE NON LO SA. Il Sindaco alla domanda in Consiglio Comunale ha risposto: “Le stiamo valutando, non ho il dato preciso”, “un elenco preciso non l’abbiamo”.

2) Se, come sottolinea l’assessore al bilancio Zanotti Mauro, “da tempo soffriamo per la spesa corrente” tra 7 anni quando chi sarà chiamato ad amministrare dovrà trovare 45mila euro all’anno in più come si farà a chiudere il bilancio? (Si taglieranno i servizi ai cittadini? Si aumenteranno le tasse? Si continuerà ad alienare beni comunali per reperire risorse e vivere alla giornata?)
L’abbiamo chiesto. Non ci è stata data risposta. 

3) Nel Decreto “Rilancio” il Governo ha previsto fondi per tutti i Comuni delle zone più colpite dall’epidemia tra cui tutti i Comuni della nostra provincia. 200 milioni che verranno suddivisi in base al numero di abitanti. Al nostro Comune spetta una cifra di circa 194mila euro (dato fornito dalla stessa maggioranza durante il consiglio comunale). Allora che bisogno c’è di rinegoziare in questo modo un mutuo se avremo a disposizione queste ulteriori risorse? Secondo l’amministrazione il problema è che non si sa ancora come questi soldi potranno essere utilizzati. Peccato che il decreto, pubblicato 3 giorni prima del consiglio, dica chiaramente “I comuni beneficiari devono destinare le risorse di cui al periodo precedente ad interventi di sostegno di carattere economico e sociale connessi con l’emergenza sanitaria da COVID-19” (art.112).

4) Lo stesso Decreto “Rilancio” (art. 113) consente ai Comuni di richiedere la sospensione dei mutui per un anno. Se consideriamo che il comune spende 123mila euro all’anno per questo mutuo, come detto dall’assessore Zanotti, e che i mancati introiti e le maggiori spese non superano i 100mila euro (sempre dati forniti durante il consiglio dalla maggioranza), perché non si è scelta questa strada? Il sindaco ha risposto: “La nostra è una scelta politica quindi chiaramente rispettose tutte le altre indicazioni ma anche politicamente noi abbiamo scelto di liberare un po’ più di risorse sulla spesa corrente in questo modo”.

Ma avete almeno valutato questa possibilità?
Ci è stato risposto nuovamente che stata fatta una scelta politica. Se altre strade, ed eventualmente quali, siano state prese in considerazione evidentemente non è dato saperlo.

5) La votazione inoltre, causa tempistiche tecniche, è stata fatta senza che nessun consigliere né di maggioranza né di minoranza avesse avuto la possibilità di leggere il parere del Revisore dei Conti. Parere che sarebbe arrivato formalmente solo la settimana dopo ma che il Sindaco ci ha garantito essere assolutamente positivo.

      Dalla lettura del documento inviato al comune si legge invece che il revisore dà sì parere favorevole ma subordinandolo alla “forte raccomandazione all’Ente di ben ponderare i benefici attesi a breve termine con la diminuzione di capacità di indebitamento dell’operazione di rinegoziazione nonché con gli obiettivi di economicità e di efficienza di medio-lungo termine” e soprattutto “raccomandando all’Ente l’utilizzo delle economie liberate dalla rinegoziazione al fine di far fronte all’esigenze legate all’emergenza epidemiologica… e non esigenze diverse” come invece è stato prospettato durante il Consiglio.

Questa scelta secondo noi è tutt’altro che necessaria perché tutte le spese conseguenti all’emergenza epidemiologica, per quello che è emerso, sono coperte dalle minori spese di gestione e dai contributi statali in arrivo e, comunque, non può essere presa così a cuor leggero dal momento che vincolerà i bilanci del nostro Comune fino al 2043!!

Per chi desiderasse verificare quanto scritto:
- Da Computer: a sinistra trovate il link con le sedute del Consiglio Comunale.
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